Parlando con gli espositori, sempre prodighi di informazioni anche molto dettagliate in merito alle opere e ai loro artisti, si scoprono ad ogni angolo veri e propri tesori, pezzi d’autore e di grandi maestri che solo visitando una mostra come questa è possibile avere il piacere di osservare. Questo è, per esempio, il caso di un bel Ritratto di donna di Alessandro Pomi (1890-1976), artista veneto dalla fortuna internazionale al quale, pochi anni fa, è stata dedicata un’interessante mostra pordenonese. L’opera in questione ritrae una giovane donna seduta, immersa nella lettura di un libro; la tavola è caratterizzata nello sfondo da toni color sabbia, mentre nella veste della figura femminile appaiono varie sfumature di azzurro e alcuni punti di rosso corallo che, un po’ smorzati dalla patina del tem
po, risultano nella loro sobrietà raffinatamente eleganti. L’interesse per quest’opera è legata al fatto che essa è da poco tornata in circolazione, essendo stata per anni chiusa in una collezione privata.

Un’altra opera degna di nota è un’interessante natura morta di Felice Carena, datata 1914. Quest’olio è particolare per due ordini di motivi, sia puramente pittorici che storici; esso infatti presenta degli accostamenti di colore particolarmente vivaci e squillanti: il Ventaglio verde, che ispira il titolo dell’opera, contrasta infatti con lo sfondo rosso dell’ambiente, mentre il giallo di un limone in primo piano si staglia su un drappo nero a fantasia floreale. Nell’insieme di queste potenti cromie l’artista ha poi inserito due zone giocate sui toni del bianco, ponendo su una tovaglia candida una brocca, una piccola lattiera e una tazzina delle quali ha reso, con estrema delicatezza, i toni chiari della decorazione. L’opera risulta poi interessante perché proveniente dalla collezione che una volta fu del celebre Ugo Ojetti, importantissima figura della critica d’arte della prima metà del Novecento, al quale pochi anni fa è stata dedicata una rilevante mostra, volta ad indagare la personalità dello scrittore proprio attraverso i gusti artistici espressi dalla sua notevole raccolta.
Sfarzo e frivola eleganza vengono invece emanati da un’opera di Arturo Ricci (1854-1908), pittore fiorentino attivo nel secondo Ottocento e amatissimo all’estero per la sua predilezione per scene di genere di gusto neosettecentesco. In un ricco interno nobiliare si svolge dunque questa Scena elegante: mentre una sorridente cameriera porta in sala un vassoio e viene accolta da un uomo a sua volta ammiccante, una dama dal fare civettuolo ascolta le lusinghe sussurratele all’orecchio da un seconda figura maschile. L’opera è estremamente luminosa e la resa pittorica dei ricchi abiti in seta è davvero straordinaria.
E per gli amanti di Venezia, che certamente potranno trovare ad Antiquaria Padova molti pezzi interessanti, segnaliamo poi una deliziosa coppia di piccole vedute, l’una del Ponte di Rialto e l’altra di Piazza San Marco dal Canal Grande, entrambe datate 1850 ca. e firmate da Carlo Grubacs (1801-1870); questo artista, insieme al figlio Giovanni, è epigono della grande tradizione del vedutismo settecentesco, di cui riprende inquadrature e scorci, citando la lezione di Canaletto e Guardi e rievocando l’antico splendore della Serenissima.
Ecco dunque alcuni dei tanti esempi che potremmo citare per far comprendere la rilevanza artistica e culturale di Antiquaria, una mostra mercato da sempre impegnata nel proporre al pubblico una selezione di pezzi di alta qualità e valore. Altro obbiettivo significativo che da anni si è imposta questa manifestazione è quello di creare una vera e propria sinergia con la città di Padova e la sua provincia: per questa edizione, oltre all’ormai tradizionale partnership con alcuni negozi del centro storico, i quali espongono la vetrofania dell’evento e regalano ai loro clienti biglietti per l’ingresso gratuito ad Antiquaria, l’organizzazione ha deciso di rafforzare il legame con il territorio attraverso la collaborazione con due case vitivinicole del padovano, “il pianzio” e l’azienda Salvan, le quali hanno gentilmente offerto i loro prodotti in occasione del vernissage inaugurale.
Antiquaria Padova si dimostra, anche con questa XXVI edizione, un evento rilevante per l’area veneta e imperdibile non solo per quanti desiderino investire in arte, ma anche per coloro i quali vogliano semplicemente arricchire il loro bagaglio culturale e, per qualche ora, circondarsi di bellezza, eleganza e raffinatezza.